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Notizia 19/11/2015

SALTO DEL PASTO! BRUTTA ABITUDINE


Vuoi per abitudine («la mattina non ho fame»), vuoi per questioni pratiche o di tempo (il lavoro, gli appuntamenti ravvicinati, i figli, eccetera), spesso ad essere "saltati" sono proprio i due pasti della giornata più importanti e cioè in ordine di importanza la colazione o il pranzo. Cerchiamo quindi di capire oggi che cosa scatena, in realtà, il semplice e frequente saltare un pasto. Non mangiare è spesso una "strategia" che troppe persone ancora utilizzano per perdere in fretta qualche chilo. In realtà quest'abitudine potrebbe avere una controindicazione che vanificherebbe tutti gli sforzi mirati a ottenere l' obiettivo del calo di peso: pare che faccia addirittura aumentare il girovita, oltre all' ovvio effetto collaterale che la fame non può che aumentare. Un bel paradosso, per chi vuole dimagrire, eppure è quanto risulta da una ricerca pubblicata di recente sul Journal of Nutritional Biochemistry. Non solo: secondo uno studio della Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota (Stati Uniti d' America), chi ha un girovita "rotondo" risulta esposto ad un rischio maggiore di sviluppare importanti patologie cardiache, ancor più delle persone che sono obese a tutti gli effetti. La "pancetta" spesso viene vista principalmente come un problema estetico e gli sforzi di molte persone sono diretti a ridurre il girovita ricorrendo a trattamenti estetici spesso anche molto costosi. Ma la presenza di grasso nella zona addominale è pericoloso perchè lì si verifica un accumulo importante di grassi "cattivi" che rilasciano nell' organismo componenti tossici e infiammatori, che aumentano il rischio di malattie cardiache e del metabolismo in genere. Saltare i pasti fa accumulare grasso addominale: lo confermano i ricercatori della Ohio University, che hanno portato avanti una serie di esperimenti sui topi. Ad un primo gruppo di topolini è stato somministrato un solo pasto al giorno, lasciando poi gli animali a digiuno per il resto della giornata. Al secondo gruppo è stato invece dato libero accesso al cibo. All' inizio le cavie del primo gruppo hanno perso più peso delle altre, ma hanno sviluppato una maggiore insulino-resistenza, con una presenza di glucosio nel sangue maggiore rispetto a prima dell' esperimento. Inoltre i topi che avevano seguito la dieta ferrea hanno ripreso in fretta il peso perduto, quando hanno ricominciato a mangiare in modo regolare. L' osservazione interessante è stata che nei topi che avevano saltato i pasti si era verificato un maggiore accumulo di grasso localizzato a livello addominale. «Questo supporta l' idea che i piccoli pasti durante la giornata possano essere utili per la perdita di peso, anche se questo potrebbe non essere pratico per molte persone», spiega Martha Belury, docente di nutrizione umana presso la Ohio State University e coordinatrice dello studio. «Se si vogliono diminuire le calorie - aggiunge quindi - meglio non saltare i pasti perché ciò provoca grandi fluttuazioni di insulina e glucosio nell' organismo e potrebbe tradursi in un guadagno anziché una perdita di peso».





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